Foto di Carolina Guizzardi

Essere genitore è un’ esperienza totalizzante ed indubbiamente piena di colori ed emozioni: la gioia incontenibile per tutte le prime volte dei nostri bimbi, l’orgoglio per i loro successi, il dolore quasi fisico per ogni loro sofferenza, la rabbia furibonda per le loro opposizioni, la delusione per le aspettative disattese.

Diciamo che la vita da genitore è ricca di molte sfumature ed è quasi totalmente esente dalla noia.

Ogni genitore ovviamente ha una storia alle spalle e parte quindi da una scala personale di valori e di priorità, da cui si crea i propri obiettivi educativi e le proprie aspettative.

I genitori che da piccoli e da adolescenti hanno avuto una vita sociale difficile, spesso desiderano che i figli abbiano molti amici; chi ha un lavoro poco gratificante a causa della mancanza di un titolo di studio, mette di frequente la scuola al primo posto. Conosco genitori per cui la carriera sportiva è  al centro delle priorità e genitori che in prima elementare non iscrivono i figli in palestra perché  devono fare i compiti. Genitori che vivono le amicizie dei figli con ansia ed altri che ci pongono scarsa attenzione.

Ovviamente nessuna di queste posizioni è  giusta o sbagliata. È  semplicemente una questione di valori e di credenze, e la bellezza dell’essere umano risiede proprio nella grande varietà  di scelte possibili.

Ovviamente le aspettative che mi creo possono essere deluse.

Mi aspetto che mio figlio vada bene a scuola, mi aspetto che mi ascolti, che si comporti bene, che faccia sport, che abbia molti amici, che rispetti le regole, che stia seduto a tavola, che faccia i compiti, che sia scelto per la partita di calcio.

Potrei compilare una lista chilometrica sulle aspettative di noi genitori: cominciamo a costruire la vita del nostro bimbo prima ancora di concepirlo.

Ci creiamo il nostro figlio immaginario sulla base delle nostre aspettative ben prima di vederlo in faccia.

Ovviamente tutto questo è naturale ed è pure un processo meraviglioso. Il problema è  la REAZIONE CHE ABBIAMO QUANDO LE NOSTRE ASPETTATIVE COMINCIANO AD ESSERE DELUSE e cominciamo a vivere i capricci, le opposizioni, i brutti voti, l’esclusione delle squadre agonistiche, le difficoltà  relazionali, le crisi adolescenziali.

Questa delusione spesso ci crea sconforto, pensieri negativi, di fallimento: “che genitore incapace, che figlio irrecuperabile!!!”

E da qui pensieri, emozioni e comportamenti poco utili: rassegnazione, arrabbiature, offese contro se stessi o contro il figlio, reazioni impulsive dettate dall’emozione e non da una scelta ponderata.

In questo podcast condivido con te 8 suggerimenti per costruire pensieri più positivi ed utili.

Per ascoltarlo clicca qui sotto:

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