Nel podcast, “Adolescenza: istruzioni per l’uso, Prima Parte” abbiamo visto cosa avviene nella mente dell’adolescente ed abbiamo capito il motivo dei suoi cambiamenti (per ascoltarlo clicca qui ).

Ora condividiamo 7 suggerimenti pedagogici per vivere al meglio quest’epoca di crescita e di trasformazione. Ogni singolo punto verrà maggiormente approfondito nel podcast “Adolescenza: istruzioni per l’uso, Seconda parte”.

1. Evita accuse: l’adolescenza può essere un passaggio complesso anche per noi genitori, perché a volte ci sembra di non riconoscere più il nostro bimbo. Ma neppure per tuo figlio è semplice: si trova a vivere nuove emozioni, a formulare nuovi pensieri, ciò che prima lo divertiva ora gli appare privo di senso.

Hai idea di come possa sentirsi?

In questo passaggio è assolutamente dannoso per la sua evoluzione sentirsi dire da te: “non ti riconosco più, non sei più il ragazzino simpatico e divertente di prima… è deludente vederti così… che razza di idee ti stai mettendo in testa….”.

Evita di accusarlo per il cambiamento inevitabile che lui sta vivendo…

2. Mettiti in ascolto: come abbiamo condiviso nel primo audio, la regione sottocorticale produce un’attività particolarmente intensa, ossia produce un movimento emotivo tipo montagne russe.

E le emozioni non hanno bisogno di risposte: cercano solo un po’ di ascolto e comprensione…

3. Continua ad essere una guida e a dare regole dove è necessario: ascoltare tuo figlio, essere empatico, evitare le accuse, non significa accettare ogni suo comportamento e proposta. Ricorda che la sua corteccia prefrontale sta maturando, ma non è ancora sviluppata completamente…

Quindi è assolutamente importante continuare a dare regole, monitorare il suo comportamento, dare qualche limite. Ovviamente sempre con rispetto ed empatia (“Mio figlio non mi ascolta: la soluzione in 6 semplice mosse” su Amazon qui ).

4. Evita prediche e definisci bene gli ambiti di libertà, di negoziazione e di regole: ovviamente sei di fronte ad un figlio che sta crescendo ed è quindi utile cominciare a lasciargli qualche spazio in più, che lui possa gestirsi in libertà, sbagliando ed imparando da solo.

Nel contempo abbiamo appena condiviso che lui ha ancora bisogno di regole, di limitazioni, di guida.

A volte noi genitori siamo assaliti da mille dubbi: devo lasciare che mio figlio sbatta il naso da solo o devo intervenire con una modalità più direttiva? Spesso questa indecisione si traduce in un comportamento piuttosto antipatico, oltre che inefficace: lunghe e noiosissime prediche. Da un lato non ci sentiamo di lasciarli liberi, dall’ altro non ci sentiamo di imporci, quindi? PREDICHIAMO! Una sorta di via di mezzo, una vera gioia per le orecchie di nostro figlio!!

Ti suggerisco una modalità più utile.

Prendi carta e penna e dividi il foglio in tre colonne: nella prima scrivi il titolo libertà e segna tutte le situazioni in cui decidi di lasciare libero tuo figlio di sperimentare in autonomia le sue scelte; la seconda intitolala negoziazioni e qui ci infili tutte quelle situazioni in cui desideri trovare una soluzione insieme a tuo figlio; nella terza colonna poni il titolo regole e qui scrivi i tuoi paletti fermi ed inconfutabili.

Nel podcast “Adolescenza: istruzioni per l’uso, Seconda Parte” valuteremo insieme degli esempi.

Definendo bene queste tre aree, sai come comportarti, è più  facile essere coerente, sai quando mollare, negoziare o dare regole, evitando indecisioni e prediche…

5. Accetta le differenze che tuo figlio comincia a proporti: in questo periodo per lui è importante cominciare  a prendere le distanze dai genitori e a formarsi idee, opinioni e gusti autonomi…

6. Distingui i comportamenti dalle intenzioni: aspettati che il tuo adolescente faccia qualche azione impulsiva, aspettati che non consideri le conseguenze negative, aspettati che sperimenti e sbagli…

Correggi le sue azioni, ma salva le sue intenzioni.

Se beve un bicchiere di troppo per non sentirsi escluso dal gruppo degli amici, intervieni sull’azione del bere, ma comprendi con empatia la sua necessità di appartenenza e di conferma dei suoi pari.

7. Attenzione alle critiche agli amici: anche se non vi piacciono, evitate di criticarli. In questa fase le amicizie hanno un significato molto profondo. Ovviamente è necessario monitorare ed anche intervenire in caso di necessità…

È fondamentale che il dialogo in questo periodo abbia come obiettivo l’ascolto, la comprensione e la condivisione.

È fondamentale che tu stia con tuo figlio con curiosità e un po’ di meraviglia, per capire cosa stia creando dentro la sua mente in via di rimodellamento. Dove c’è da intervenire con regole, fallo con gentile fermezza e chiarezza. Ma dove non ci sono pericoli accetta il fatto che abbia gusti ed idee diverse, senza accuse e critiche.

Se alleni questo stile educativo fin dall’infanzia, basato sul rispetto, sull’empatia e sul tuo ruolo di guida attraverso regole insegnate bene, anche il periodo dell’adolescenza, con le sue scoperte, le sue emozioni e le sue turbolenze, sarà un periodo prezioso.

Se basi la relazione sul conflitto, allora temo che sia un po’ più complesso.

Ma ricordati che, contrariamente a quanto si pensasse fino qualche anno fa, il nostro cervello rimane plastico per tutta la vita. Sai cosa significa?

Che se vuoi imparare una nuova modalità educativa, se vuoi impararare un nuovo stile relazionale con tuo figlio, con le giuste informazioni ed un po’ di allenamento si può.

Per ascoltare il podcast clicca qui:

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