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Prima di vedere i comportamenti utili per migliorare l’autostima di tuo figlio, cerchiamo di capire cosa sia questa “tanto chiacchierata” autostima.

Al di là  delle definizioni che si trovano sui libri, individuiamo gli atteggiamenti e i comportamenti di chi ha una buona opinione di sé:

  1. Ha ben chiari i propri punti di forza: non li proclama al mondo per avere conferme, non li nega, semplicemente ne ha una chiara consapevolezza e sa come e quando utilizzarli.

2. Ha ben chiari i propri i limiti e sa che con un buon allenamento li può sempre migliorare: non vede limiti immaginari e non nega di avere quelli reali. Ha una bella consapevolezza di sé e sa da dove partire per migliorarsi.

3. Si piace: a prescindere dal suo aspetto fisico e dai suoi talenti, si piace e si vuole bene. Si fa i complimenti quando riesce a raggiungere gli obiettivi, si tratta bene quando sbaglia.

4. Non è  in continua competizione con gli altri: non ha bisogno di vincere sempre e riesce a gioire per i successi altrui. Misurarsi con gli altri è  utile e desiderare di vincere è  sano e motivante. Ma chi ha una buona autostima gestisce anche il mancato obiettivo.

5. Sa imparare: per me questo punto dovrebbe essere messo in prima posizione e forse riassume l’essenza dell’autostima. Saper imparare significa accettare di non sapere tutto e subito, significa sopportare la frustrazione di non riuscire, significa essere in grado di formulare il pensiero: “non sono ancora capace, posso imparare”. Significa soprattutto  sostenere la fatica che si vive finché  si impara e ci si allena su qualcosa di nuovo.

6. Interpreta bene i suoi fallimenti: personalmente non amo molto questo termine e penso  non esista neppure il fallimento, perché  ogni risultato, anche se diverso da quello sperato, porta con sé  un’ottima occasione di imparare. Per l’appunto, chi ha una buona autostima sa leggere i cosiddetti fallimenti, li sa analizzare, sa imparare da essi  e soprattutto non si giudica in modo duro (sono uno stupido, non riesco a fare nulla) e sa che senza errori non si può  imparare. Grazie a questo modo di interpretare i fatti, quando non riesce come desidera indubbiamente si scoccia, sicuramente gli girano le scatole per un po’,  ma dopo una breve reazione iniziale, legge la situazione ed impara.

7. Sa accettare le sfide nuove, scegliendo bene quali cogliere e sapendo che non deve necessariamente vincerle.

8. Ha un buon dialogo interno: noi ci sentiamo in base a quello che ci raccontiamo durante l’intera giornata. Il nostro dialogo interno è  una radio incessante che influenza il nostro modo di percepirci e sentirci. Senti che effetto possono  produrre 16 ore di questo sottofondo sonoro: non sono capace; non ci riesco; sono proprio uno stupido; gli altri sono più bravi; ma come cavolo ho fatto a sbagliare in questo modo; sono un fallito; neppure questa volta ci sono riuscito…

Mi sento male solo a pensarci.

Cambiamo musica e guardiamo che succede: riesco a fare molte cose; questo ancora non riesco a farlo, vabbè,  imparo; oggi sono stato in gamba; cavolo, non è  andata bene, voglio capire cosa non ha funzionato e poi lavoro per migliorare; qui mi piaccio proprio; su questo aspetto c’è un po’ da allenarsi…

Capisci l’importanza del dialogo interno? È  una voce incessante che accompagna la nostra vita. È  piuttosto influente sulle nostre emozioni e sulle nostre azioni.

Chi ha una buona autostima, ha un buon dialogo interno ( e viceversa).

Cosa puoi fare tu, come genitore, per migliorare l’autostima di tuo figlio?

In questo podcast trovi 5 comportamenti utili per migliorare l’autostima di tuo figlio.

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