È giusto arrabbiarsi con i propri figli o è meglio controllarsi?

A volte ci sembra che sia l’unico modo per farci ascoltare, a volte ci sembra uno sfogo naturale per situazioni difficili, a volte ci sentiamo in colpa.

Ci sono genitori che ritengono giusto manifestare ai figli la propria frustrazione, ce ne sono altri che, appena alzano la voce, sentono di aver commesso il peggior delitto.

Cosa è meglio fare?

È giusto arrabbiarsi con i figli o è meglio controllarsi?

Leggiamo le lettere di due genitori, che raccontano una storia diversa.

Sono Camilla, mamma di due gemelle di 8 anni.

Con loro le cose non sono sempre facili, perché, già è difficile farsi ascoltare da un figlio, figuriamoci da due.

Sono una mamma prevalentemente gentile, ascolto le mie bimbe, se posso le accontento e le aiuto.

Ma c’è una cosa che mi fa impazzire: fare mille volte le stesse richieste, spiegandole con dovizia di particolari, e non essere ascoltata.

Spesso si tratta di cose banali: stare composti a tavola, rispondere quando le chiamo, lavarsi i denti prima di andare a letto.

Sono concetti che ho condiviso con loro, ne ho spiegato l’importanza, li ho ripetuti più volte.

Risultato? A parte qualche piccola eccezione, continuano ad essere scomposte, le devo chiamare almeno dieci volte prima di essere onorata della loro attenzione e, se non lo ricordo io, andrebbero a dormire con quintali di cibo fra i denti.

A questo punto io perdo le staffe.

Mi arrabbio, urlo e predico.

Mi sembra l’unico modo con cui ottenere un minimo di ascolto, almeno per un paio di giorni.

Poi però mi sento in colpa, perché, quando mi arrabbio, ammettiamolo, non è che dica proprio delle gentilezze. Alzo la voce, le offendo, generalizzo, mi sfogo.

Poco dopo sto male e mi sento in colpa.

Ho la sensazione che non sia un buon comportamento.

Da un lato sento di non avere alternative, dall’altro sto male. Mi viene da piangere, vivo un senso di fallimento, mi riprometto di non farlo più.

Sono Bruno, padre di due ragazzi, uno di 12, l’altro di 16 anni.

Mi pare di avere una buona relazione con loro.

Passiamo del tempo insieme, si rivolgono tranquillamente a me quando hanno bisogno di qualcosa, poi naturalmente passano ore in camera da soli, come ogni adolescente che si rispetti.

Mi capita di arrabbiarmi con loro, specie quando non capiscono nulla, anche se ho ripetuto le stesse cose migliaia di volte.

A quel punto, se non lo capiscono con le buone, urlo, ed effettivamente il loro livello di attenzione magicamente si alza. Devo ammettere che dopo qualche giorno, inesorabilmente si riabbassa, ma non trovo altra soluzione.

Non mi sento in colpa. Ritengo che sia giusto manifestare la mia emozione, per due motivi: è corretto che siano consapevoli delle emozioni degli altri, fra cui la rabbia; è giusto che paghino lo scotto delle loro azioni: se non ascoltano, subiscono le conseguenze della sfuriata.

E poi arrabbiarsi è naturale, mica posso farli vivere in un mondo fatato senza urla e senza litigi.

Tu che ne pensi?

È giusto arrabbiarsi con i figli?

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