Ciao Sabry,

sono Piero, un papà felice di 3 figli, di 6, di 9 e di 11 anni.

Il mio problema non riguarda loro, ma mia moglie: noi siamo genitori in disaccordo su molte cose quando dobbiamo decidere in merito all’educazione dei nostri bimbi.

In realtà concordiamo su molti contenuti, ma non sui metodi.

Ti racconto un episodio.

Il più grande ha finito la quinta elementare ed ovviamente non ha compiti per il prossimo anno. Ha alcune difficoltà in italiano e la maestra ci ha suggerito di lavorare con lui durante l’estate, in modo che cominci la scuola più preparato. La mamma passa tantissimo tempo a convincerlo, a spiegargli quanto sia importante leggere, fare qualche riassunto, scrivere una pagina di diario, fare un tema. Tutti suggerimenti della maestra. E lui si oppone, sostenendo che non è giusto, che è in vacanza, che ha tre anni davanti per imparare e che nessuno dei suoi compagni ha la madre che rompe così per i compiti. Compiti inesistenti, perché lui non è obbligato a farli. Mia moglie non molla: prediche, discussioni, convincimenti.

Quando li sento viene il mal di testa pure a me e in parte capisco mio figlio quando dice che la mamma è insopportabile quando si mette a parlare di scuola.

Io invece sarei per un metodo diverso: i compiti non sono una scelta, o li fa o non va in piscina coi fratelli.

Infatti, quelle poche volte che prendo in mano io la situazione, lui si mette a lavorare senza storie.

Il risultato finale ovviamente sono continue discussioni con mia moglie. Temo che la cosa faccia male sia ai figli che al nostro rapporto: i nostri litigi riguardano solo l’educazione dei bambini.

Ciao Sabrina,

sono Anna, moglie di Piero.

È vero: noi siamo spesso genitori in disaccordo.

Per agganciarmi al suo esempio, concordiamo entrambi sulla necessità di far studiare nostro figlio quest’estate per fargli recuperare le lacune.

Io non concordo coi suoi metodi. Lui ha un atteggiamento autoritario, i nostri figli lo ascoltano, ma in verità lo temono. Che senso ha leggere e scrivere per paura? Cosa impara nostro figlio? Fa i compiti solo perché si sente minacciato.

Io invece penso che valga la pena parlare, magari entrare anche in conflitto, ma desidero che lui capisca l’importanza di studiare e lo faccia per scelta e non per paura di una punizione.

Io e mio marito non ci troviamo d’accordo sui metodi educativi, anche se spesso concordiamo sui contenuti.

Ci troviamo a discutere su come far spegnere la tv ai nostri figli, su come mandarli a letto, su come riprenderli a tavola.

Io voglio spiegare loro le cose, voglio che capiscano e voglio che scelgano. Mio marito impone.

Lui si fa ascoltare più velocemente, ma penso che con me imparino meglio.

Tu che ne pensi?

LA RISPOSTA

Anna e Piero,

il vostro quesito è davvero interessante e vi ringrazio per aver fatto emergere un argomento tanto importante.

Venerdì pubblico un podcast con qualche riflessione in merito.

Come affrontare il disaccordo fra genitori? Come trovare punti di accordo? Come trasformare un contrasto in una risorsa educativa importante?

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