Ciao Sabrina,

sono la mamma di Cristian un bimbo di 10 anni e, insieme a mio marito, ho deciso di scriverti dopo il colloquio con le maestre che mi hanno riferito, con un po’ di preoccupazione, che mio figlio è molto timido ed insicuro a scuola.

Cristian è figlio unico, gli dedichiamo tutte le nostre attenzioni, è amato moltissimo sia da noi genitori che da tutti quattro i nonni.

Fin da piccolo è stato sollecitato con molti stimoli: io amo i libri e glieli leggo da sempre; mio marito ama lo sport ed insieme vanno in bici, giocano a calcio, vanno in piscina; con i nonni cucina, cura l’orto, gioca a carte.

Cristian è intelligente, veloce a capire, a scuola prende ottimi voti, a casa è stimato e lodato.

Da cosa deriva tutta questa timidezza ed insicurezza?

Fin dai primi anni di vita, portandolo al parco, rimanevo stupita del fatto che, anziché andare verso gli altri bimbi, tendesse a rimanere attaccato a me. Col tempo però vedevo che migliorava e pian piano si faceva il suo gruppo di amichetti.

Quando l’ho iscritto alla scuola dell’infanzia ha faticato molto per integrarsi, ma anche qui, dopo i tre anni di frequenza, aveva un paio di compagni inseparabili.

Non ama la confusione, si sente imbarazzato se c’è un gruppo numeroso di coetanei, preferisce avere uno o due amici, non di più.

Io ho sempre notato questa sua caratteristica, ma francamente non me ne sono mai preoccupata.

Qualche giorno fa ho fatto il colloquio con le maestre e mi hanno descritto un Cristian che io fatico a riconoscere a pieno: mi dicono che durante la ricreazione rimane sempre con gli stessi compagni, che se questi non sono presenti tende a rimanere da solo, che se i compagni si mettono insieme a giocare a calcio lui preferisce chiacchierare con una sua compagna, che non alza mai la mano. Nelle verifiche scritte prende sempre il massimo dei voti, ma nelle interrogazioni parla a voce bassa e la maggior parte delle volte interviene solo se chiamato direttamente.

Sabrina, non capisco cosa posso fare per aiutarlo, anche perché in casa lui è un altro bambino: è chiacchierone, è energico, risponde a tono, si impunta se desidera qualcosa, è tutt’ altro che timido ed insicuro.

Si esprime anche troppo bene, è addirittura esuberante con noi, i nonni e gli amici che frequentiamo regolarmente.

Eppure fuori è come se si bloccasse. Perché mio figlio fuori di casa è così timido ed insicuro?

Quando andiamo in vacanza ci mette parecchi giorni per inserirsi nei nuovi contesti e spesso si lega solo ad una persona; difficilmente lo si vede in compagnia di un gruppo.

Cosa posso fare per rassicuralo e spronarlo?

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